Posatoio Trota dei Pirenei 18 di Morgane Maunas
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Posatoio "Trota dei Pirenei 18" di Morgane Maunas

I prodotti locali dei Pirenei un patrimonio da assaporare

È risaputo che il Sud-Ovest è sinonimo di buona tavola: qui la “gastronomia” va di pari passo con la “semplicità”, l’“arte di vivere”, la “famiglia” e gli “amici”. Prodotti ricchi (e non solo di calorie, sappiamo già cosa state pensando), variegati, da gustare al ritmo delle stagioni e da scoprire a Lourdes, sotto le Halles o nei negozi. Provenienti dagli Alti Pirenei, dall’Occitania o persino dall’altra parte dei Pirenei – dai nostri vicini dell’Aragona, della Navarra o dei Paesi Baschi – vi invitiamo a scoprirli per, speriamo, gustarli!

Che cos'è un prodotto locale?

Un prodotto locale è innanzitutto un prodotto che non ha dovuto prendere un volo a lungo raggio per arrivare a casa vostra! Non ha fatto due volte il giro del mondo ed è stato coltivato, raccolto o prodotto in un’area geografica vicina, che stimiamo in un raggio di circa 150 km. Un prodotto locale può quindi essere regionale, occitano e/o pirenaico, sia sul versante francese che su quello spagnolo.😉

È anche un prodotto che non passerà per molte mani: vista la distanza ridotta, non c’è bisogno di ricorrere a uno o più trasportatori, grossisti, rivenditori ecc. Si tratta quindi generalmente difiliere corte, che coinvolgono un numero minimo di intermediari – in media uno solo, tra il produttore e il consumatore. Spesso, gli agricoltori o gli allevatori impegnati in questo approccio aprono le porte delle loro aziende per consentire ai visitatori di visitare direttamente , raccogliere o acquistare i prodotti della fattoria.

Locavore e Slow Food

Mangiare locale significa partecipare a un circolo virtuoso. Dietro concetti come “locavore”, “filiera corta” o “alimentazione sostenibile” si nasconde un’unica ambizione: valorizzare i produttori, offrire ai consumatori prodotti freschi e di stagione, limitando al contempo l’impatto sull’ambiente. Privilegiando le produzioni locali, ognuno contribuisce a sostenere l’economia del territorio e a preservare il sapere agricolo.

Nato in Italia negli anni ’80 in risposta all’espansione del fast food e della produzione di massa, il movimento Slow Food difende un’alimentazione buona, pulita e giusta. Si impegna inoltre a salvaguardare varietà antiche, razze locali e prodotti emblematici talvolta a rischio di estinzione. Nella regione della Bigorre, l’associazione Slow Food Bigorre partecipa alla promozione e alla salvaguardia delle specialità pirenaiche, con l’obiettivo di valorizzare l’insieme dei prodotti autentici dei Pirenei, su entrambi i lati del confine.

HaPy Saveurs Il marchio delle Hautes-Pyrénées

“Mangiare prodotti locali fa bene al morale”: ecco lo slogan del marchio “HaPy Saveurs”. Perché, ovviamente, quando si parla di«maiale nero di Bigorre»(DOP dal 2017),«cipolla di Trébons»,«agnello di Barèges Gavarnie»(AOC nel 2003 e DOP nel 2008),«fagiolo di Tarbes»(IGP nel 2000),«gallina nera di Astarac»…si immagina ben più di semplici piatti. Si intravede un angolo del Circo di Gavarnie, i campi coltivati da cui si scorgono le cime innevate. Questi prodotti costituiscono un terroir a sé stante e riflettono nei nostri piatti i paesaggi che li hanno visti nascere.

Eppure, hanno tutti rischiato di scomparire: un maiale che impiega troppo tempo a crescere ed è troppo paffuto per l’allevamento intensivo, una gallina dal piumaggio completamente nero che depone troppo poche uova nelle gabbie o ancora una cipolla a forma di fuso, dolcissima e che non fa piangere… tanti “difetti” che oggi sono stati elevati al rango di tesori! È bello essere irriducibili e «HaPy Saveurs», il marchio territoriale collettivo di tutti gli attori del sistema alimentare degli Alti Pirenei, è lì per ricordarcelo in occasione delle fiere agricole, dei saloni o sulle vetrine dei ristoranti e dei negozi aderenti.

Oltre a questi grandi nomi dei prodotti locali, le “sentinelle”, non dimentichiamo di citare:

  • Tutti i formaggi, tra cui l’Ossau Iraty (AOC dal 1980 e AOP dal 1996), ma anche la Tomme des Pyrénées (IGP dal 1996) e i formaggi di capra
  • Le torte dei Pirenei (al naturale o con mirtilli dei Pirenei)
  • Il maiale nero iberico (cugino del maiale del Bigour)
  • La torta allo spiedo
  • I dolci come i «cailloux du Gave» di Lourdes e i «berlingots» di Cauterets
  • La trota dei Pirenei
  • Le castagne
  • Il miele
  • Il «blanc» degli Alti Pirenei: non è affatto alcolico, anzi, si tratta di un ottimo latte!
  • I vini: Madiran (AOC e AOP dal 1948), Pacherenc du Vic Bilh (AOC e AOP dal 1948) e Jurançon (AOC e AOP dal 1936), in particolare per gli amanti del rosso e del bianco (questa volta sì, sono alcolici, quindi da consumare con moderazione).

E se vi dicessimo che si può persino preparare una paella con un riso prodotto al 100% nei Pirenei? Si tratta del famoso riso tondo Brazal bomba dell’«Arrocera del Pirineo», una varietà DOP coltivata in Aragona e a Huesca.

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